Nessun contraccettivo somministrato ai cinghiali nel Parco della Maremma

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Il Parco della Maremma ha condotto una sperimentazione, in collaborazione con la Dottoressa Giovanna Massei del National Wildlife Management Centre, Animal Health and Veterinary Laboratories Agency, Sand Hutton di York, per valutare se il dispositivo denominato BOS (Boar-Operated-System) può essere impiegato come metodo specie-specifico per fornire esche contenenti vaccini contro agenti patogeni (p. es. peste suina) o, quando disponibili, contraccettivi a cinghiali.
I risultati della sperimentazione condotta nel parco Regionale della Maremma hanno portato a definire che il BOS è un metodo valido per somministrare esche alimentari in modo specie-specifico a cinghiali. Ma non è stato somministrato nessun contraccettivo ai cinghiali presenti nel Parco, dal momento che non è ancora disponibile un contraccettivo orale da somministrare a questa specie di ungulati selvatici. Il gruppo coordinato dalla Dottoressa Giovanna Massei ha infatti condotto una sperimentazione somministrando un contraccettivo iniettabile su animali in cattività, mentre non è ancora disponibile un contraccettivo orale.
E’ dunque difficile ad oggi sostenere quali possano essere i risultati attesi dall’utilizzo di un contraccettivo orale sulla popolazione selvatica. L’unico dato concreto al momento è quindi il fatto che qualora il contraccettivo orale si rendesse disponibile, si potrà valutare la sua somministrazione con questo tipo di dispositivo sperimentato con successo al Parco regionale della Maremma.
Questo per non far insorgere infondate aspettative in chi, come i gestori dei parchi, sono impegnati nel contenimento del numero degli ungulati selvatici all’interno delle aree protette.