La storia di Marzolina, la nuova arrivata al Centro Tartanet

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L’abbiamo chiamata Marzolina ed è il primo arrivo di marzo 2017 al Centro di Recupero Tartarughe marine di Talamone.

Si tratta di un esemplare subadulto di Caretta caretta trovato spiaggiato, ma ancora vivo, sulla spiaggia della Feniglia.

A dare l’allarme è stato un gruppo di persone che si trovava a passare un tranquillo pomeriggio di relax in riva al mare e che ha avvistato la tartaruga riversa sul carapace sulla battigia.

I nostri eroi si chiamano: Jost Geppert, Michela e Francesca Risolo, Claudio Bigagli con il loro cane Isotta.

Non essendo nuovi a questo tipo di ritrovamenti sulla spiaggia ed essendo piuttosto raro trovare tartarughe spiaggiate, l’avevano creduta morta. Quando poi l’hanno vista agitare la zampa sono accorsi subito.

Da lì la ricerca delle persone da contattare e la macchina della rete di soccorso della Rete Toscana dell’OTB (Osservatorio toscano della biodiversità) che si mette in azione: dalla Capitaneria di Porto di Porto Santo Stefano al responsabile Arpat dell’OTB Dott.ssa Cecilia Mancusi fino al veterinario del Centro Recupero Tartarughe marine di Talamone.

La Caretta caretta era imbrigliata in una rete dalla quale i soccorritori l’ hanno delicatamente liberata e poi l’hanno trasferita in un contenitore tenendola bagnata e hanno aspettato l’arrivo dei soccorsi.

Alla tartaruga manca la pinna anteriore destra mentre la sinistra presenta l’amputazione della parte apicale della pinna, lesioni che però sono chiaramente di vecchia data. Nessuna targhetta è stata trovata sull’altro arto.

Una volta al centro di recupero è stata visitata e sottoposta ad Rx di routine che ha escluso la presenza di corpi estranei. E’ stata poi misurata e pesata: lunghezza 57 cm., larghezza 54, 5cm., peso 20kg, si tratta di un animale sub adulto dal sesso ancora indeterminato.

E’ stata poi fatta fluidoterapia per reidratarla nella realistica possibilità che l’imbrigliamento nella rete derivante in cui è stata trovata durasse gia da qualche giorno ed è stata poi lasciata in un contenitore con poca acqua.

Nei prossimi giorni verranno eseguite altre procedure diagnostiche per stabilire meglio lo stato di salute dell’animale.