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La Torre della Trappola, ubicata in prossimità della costa, vicino alla foce delI'Ombrone e nelle immediate vicinanze dei monti dell'Uccellina, era circondata da un edificio che, a partire dal 1789, fu sede doganale. La costruzione che inizialmente si trovava proprio sulla riva del mare con funzioni di difesa del porto distava da essa nel 1951, in linea d'aria, ben cinque chilometri, come afferma il Mazzolai parlando delle colmate dell'Ombrone. L'avanzamento della costa, è stato infatti calcolato in otto metri all'anno circa. In questo luogo e nei pressi della foce dell'Albegna, esistevano fin dai tempi più remoti, alcune saline come afferma il Repetti basandosi su un diploma di Arrigo del 17 luglio 1051, in cui si concedevano ai monaci della Badia di S. Antimo in Val d'Orcia 30 saline in Campo Albiniano.
Secondo l'Ademollo e il Nicolosi, la torre fu costruita nel 1283 da Meo Guiducci di Torrenieri per ordine del Comune di Siena che, nel 1318, vi insediò Bartolomeo Turi da Campagnatico con funzione di Vice Podestà. La notizia deriva, probabilmente da due lapidi, di cui una era posta sulla torre dal lato delle caserme dei salinatori di Grosseto e l'altra sul lato mare: HOC OPUS IN CASTRO HOC FECIT FIERI PRO COMUNI SENESI MAJUS GUIDUCCI DE TORRERIO CM. SEN. IN ANNO MCCLXXXIIl ANNO DOMINI MCCCXVIII FRATER BARTHOLOMEUS TURE DE CAMPAGNATICO CMS SEN. VICIS CASTRI POTESTAS
Il Cardarelli conferma la notizia: Presso l'attuale casina della Trappola era sorto nel medioevo un "piccolo castello" in funzione protettiva per un porto di piccole dimensioni. Al tempo del Granducato Mediceo la costruzione risultava sia come sede delle saline, in base a un rapporto redatto da Baldassarre Peruzzi nel 1531, sia come torre di avvistamento e fortino. Come afferma il De Vita, per adibire la costruzione a fortificazione l'urbinate Simone Genga nel 1570 vi eseguì alcuni lavori; secondo il Barsanti, il Bravieri e il Rombai, invece la torre fu costruita su disegno di Baldassarre Lanci tra il 1561 e il 1578 congiuntamente alla cinta muraria, in cui si trovavano anche i magazzini e gli altri edifici in uso all'Amministrazione delle saline. Nel complesso, che comprendeva anche una chiesa dedicata a S. Antonio, alloggiavano il Castellano e la guarnigione con il compito di difendere la costa e le Saline dagli attacchi dei pirati, di reprimere il contrabbando e di far rispettare le leggi sanitarie e marittime. Ogni giorno i cavalleggeri di scorreria detti anche cavallari perlustravano la costa per tenere informate le autorità di quanto accadeva e per portare ordini da un distaccamento all'altro. Nel 1592 Ferdinando de' Medici fondò a Grosseto l'Ufficio dei Fossi e gli assicurò proventi finanziari dotandolo di un latifondo già appartenente alla chiesa di S. Maria di Grosseto. Per collegare Grosseto alla riva del mare, per via d'acqua, fece arginare l'Ombrone dalla città alla Torre della Trappola, che allora sorgeva sulle rive del Tirreno. Da tempo, nelle vicinanze della Trappola erano in esercizio delle saline: si doveva dunque assicurare anche un qualche traffico di sale al nuovo centro urbano. È da ricordare a questo proposito che "le saline furono sempre considerate uno dei privilegi capitali del fisco", di conseguenza erano di grande importanza per l'economia del territorio. Il Pecci fornisce alcune notizie sulla chiesina che faceva parte del complesso: La Trappola, che prima dependeva dalla Propositura di Grosseto, fin dal 1691 fu da essa smembrata, e ridotta a Chiesa Curata amovibile per comodo de' Salinanti e loro Ministri.
Inoltre si legge: "La Torre della Trappola, fabbricata in mattoni, ove è una chiesa, con Cura amovibile, come si disse sopra. Questa Torre, che pare una piccola Rocca, rimane sulla sponda del Fiume Ombrone, ma oggi così distante dal mare che il di lei cannone appena v'arrivava". "Tal cosa depende dall'interramento che fu sulla bocca di detto Fiume, il quale nel tempo delle sue frequenti escrescenze, per l'esperienza già fattane, porta fra le acque contenute nel suo Alveo fino ad una trentesima sesta porzione di terra, la qual cosa fa si che, oltre all'esser pericolosa per le secche, e in costante per i bastimenti l'imboccatura d'esso Fiume è larga un lungo miglio, il mare si va discontando, per così dire, a occhi vergenti. Distante poco più d'un tiro di Fucile da questa Torre verso il mare vi è un'altra antica Torretta, fabbricata di rottami di pietra, dove si faceva la Canova a' lavoranti attorno alle Saline, che quivi rimangono, e nelle quali si è fabbricato il sale fino al 1758, finche n'è stato costruito un altro edificio, non però ancora ultimato, due miglia distante da Catiglioni verso Grosseto, in luogo di giurisdizione Senese". La Torretta del Sale di cui parla il Pecci costruita dai senesi nel 1283 a presidio delle Saline, venne adibita a deposito dell'azienda dopo la costruzione della Torre Nuova e demolita in età leopoldina per usare i materiali per la costruzione del nuovo Ridotto di Bocca d'Ombrone. Si notano in un angolo di una carta raffigurante la Fattoria dell'Alberese, disegnate con dovizia di particolari, la torre della Trappola e quella del Sale di cui oggi rimangono solo poche tracce coperte dal terreno. Il complesso fu poi descritto e rappresentato graficamente dal Warren nel 1749 durante le sue visite in Maremma. "La Trappola è fabbricata tutta in mattoni fatti da una fornace attenente ad essa che ne somministra alla maggior parte delle maremme; ed è benissimo costruita. La sua figura è quadra, ed è alta circa cinquanta braccia, e si sale per mezzo di una grande scala; alla cima della quale vi è un ponte levatoio. Epso questa molto spaziosa, vi è al primo piano un quartiere considerabile per il castellano, sopra il quale vi è il quartiere de' soldati e del cannoniere del presidio; la sommità serve per le munizioni, la scarica e la batteria che è bella spaziosa è sempre da ogni parte. Le annesse piante e l'alzato di questa torre ne fanno vedere la figura che è delle più graziose... La torre della Trappola è circondata da varie fabbriche, le quali lasciano intorno un terreno libero in forma di strada. Vi sono dei grandi magazzini da sale dove si vedono segnati, ed altrove sono le abitazioni degli impiegati delle saline, che sarebbero considerabili se vi fosse modo di vendere il sale che potrebbe farsi in questo luogo con poca spesa." In un documento giacente presso l' Archivio di Stato di Firenze, in cui sono raccolte le piante delle città della Toscana, delle fortificazioni e delle torri, un disegno acquarellato, che ricorda quello del Warren, offre del complesso un'immagine molto simile, ma il prospetto non è quello frontale, bensì quello rivolto verso il fiume. L'identica riproduzione di questo disegno con le scritte tradotte in francese si trova presso l'Istituto Storico e di Cultura dell'Arma del Genio in Roma. A pianta quadrata di dimensioni maggiori rispetto alle altre torri della zona e con il tipico, accesso mediante rampa e ponte levatoio, la Torre della Trappola aveva al suo interno, al posto di un unico ambiente come si usava, quattro stanze e una scala che portava ai piani superiori. Il coronamento a beccatelli e caditoie di tipologia senese, era sormontato da una serie di feritoie e da una sopraelevazione coperta a tetto ove si aprivano un doppio ordine di finestre: quadrate in basso e grandi aperture in alto, dietro le quali vi potevano trovare posto fino a dodici pezzi d'artiglieria. Sulla facciata si nota un particolare anomalo: una sporgenza del paramento murario fino all'altezza dei beccatelli, tessuto in mattoni come la torre, ove si trovava una finestrella con caditoia e il portone di accesso.
Alcune costruzioni che circondano la torre, disegnate in maniera schematica, vengono indicate nei documenti come la cappella con portici a tre archi dedicata a S. Antonio, una fornace di mattoni del Magistrato del Sale, un magazzino ed il quartiere del Commissario del Sale. In una "Pianta della pianura di Grosseto e sue adiacenze formata l'anno MDCCLIX da Ciocchi e Fortini e da me ricavata in minor proporzione a cui ho unito tutto ciò che è a sinist(r)a d'Ombrone rilevato dalla pianta di MDCLXXXXII di Domenici" si trovano Notizie di varie cose comp(ar)se da questa pianta fra cui si legge: "Le Saline della Trappola non producevano ne qualità ne quantità di Sale che si sperava per essere troppo vicino il loro Canale all' Acqua dolce d'Ombrone e a causa della sua Foce sempre interrita. Questa dunque è la ragione per cui le saline in questo luogo vennero abbandonate e ricostruite dallo Ximenes verso le Marse di Castiglione. L'edificio venne trasformato in dogana come possiamo dedurre da un manoscritto contenente i contratti e gli inventari delle Dogane dello Stato dal 1783 al 1796. Per quanto riguarda la Trappola troviamo solo gli inventari degli anni 1789 e 1790, accompagnati da un disegno, probabilmente redatto dallo stesso architetto Pietro Conti che si occupò della trasformazione di parte degli edifici che circondavano la torre, in Dogana. Il lavoro ebbe termine il 4 giugno 1789 e l'inventario di ciò che era stato realizzato venne controfirmato da Luigi Ceccherelli, guardiano interno in carico all'Amministrazione Generale del Primo Dipartimento, dall' Architetto e da altre due persone. Al primo piano si trovano il quartiere del Doganiere, che nella descrizione è chiamato quartiere vecchio, il quartiere della Guardia composto da una camera sopra la stalla, un'altra stanza chiamata camera in volta, una stanza grande sopra la dogana chiamata stanza di scoperta e infine la loggia della cisterna. La costruzione della cisterna, di cui esiste nello stesso fascicolo una descrizione a parte, fu iniziata nel 1790 e terminata il 14 maggio dello stesso anno completa di cisternino e di sfiato. La descrizione è controfirmata come la precedente. Nel fronte della torre, al di sopra del portale, una porta-finestra con terrazzino, che non si trova nelle fasi precedenti, venne aperta probabilmente per rendere più confortevole il soggiorno del Castellano. Sulla terrazza di copertura invece venne aggiunta una garitta per la guardia e, da un lato del tetto, fu innalzato un campanile a vela per sorreggere la campana, utilizzata in caso di pericolo.
Nella planimetria d'insieme, sul lato sinistro, compare quella "Torre del Sale", menzionata dal Pecci e dal Podestà di Grosseto Flaminio Nelli durante una visita fatta per verificare la capacità di avvistamento delle varie torri della zona. Nel 1793 l'imminente pericolo di sbarco di truppe straniere in Toscana, costrinse Ferdinando III a pensare alla difesa costiera. Per questo fu ricontrollata l'efficienza delle fortezze e furono rafforzate le guarnigioni. Il lavoro di rilevazione fu affidato allo stesso Pietro Conti che precedentemente si era occupato della sistemazione delle dogane. Anche la Torre della Trappola risulta fra quelle prese in esame; la relazione conferma le notizie precedenti. Infine nella carta del Catasto Leopoldino del 1823, disegnata dal geometra Martino Puccioni, la Torre della Trappola, con gli edifici annessi, risulta alla sezione N di Grosseto. Nelle tavole indicative dello stesso Catasto, la proprietà risulta essere delle Regie Fabbriche; inoltre si apprende che la torre era semidistrutta, che la fornace ed il magazzino del sale erano distrutti, che esisteva sempre la chiesa con annessa sagrestia e un camposanto mai menzionato prima. Oggi purtroppo di tutto questo rimane poco più del basamento a scarpa della torre, realizzato con i mattoni della fornace locale, delimitato in alto da un cordolo di pietra serena; la rimanente parte è stata demolita e malamente ricostruita in tempi recenti. La torre è chiamata della Trappola perché nella piccola insenatura che formava anticamente la foce del fiume, si usava prendere in trappola le navi dei turchi che vi si avventuravano.
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