Questa cavità naturale nasce dalla fusione di alcune diaclasi originate dall'attività carsica operata sugli strati calcarei che costituiscono la falesia. La presenza di grandi stalagmiti, colate calcaree e lembi cementati anche fuori della cavità fa presupporre un arretramento della falesia che ha modificato il suo ingresso originario. La grotta apre a 7 m di altezza rispetto alla pianura con una esposizione a sud. La sua ubicazione più elevata non ha consentito lo svuotamento del deposito per erosione marina, come invece è avvenuto in altre cavità vicine. Grazie a ciò è stato possibile effettuare varie campagne di scavo archeologico che hanno restituito abbondanti manufatti litici e resti ossei di fauna coeva. Importante la successione stratigrafica che ben documenta il passaggio dal Paleolitico Superiore Arcaico al Protourignaziano. | Grotte dello ScogliettoGrotta delle CaprarecceGrotta dell'Acquazzone
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